Il Computer: alleato o manipolatore delle menti?

Esaminando meglio il rapporto complesso tra uomo e tecnologia, si trovano conferme significative che richiamano, una volta di più l’attenzione su un argomento che resta controverso.

Dibattiti pubblici e conferenze di esperti hanno sminuzzato questa tematica ai minimi termini e, quale argomento di prioritaria importanza, ha interessato medici, insegnanti, educatori, giornalisti ed esperti di Media.

Negli ultimi anni, la relazione tra l’uomo e il computer, soprattutto in riferimento ai nuovi social media, è diventata un argomento di grande rilievo.

Tra coloro che, in modo semplicistico, minimizzano i rischi e, all’opposto, gli allarmisti ansiogeni, si rende necessaria un’analisi più approfondita che mostri una realtà di interconnessioni tra privacy, utilizzo dei dati e grandi aziende tecnologiche.

Nel 2020, un documentario intitolato “The Social Dilemma” esaminava la diffusione dei social media e il danno causato dagli stessi alla cultura popolare, concentrandosi soprattutto sullo sfruttamento e sulla manipolazione degli utenti, attraverso l’utilizzo di tecniche come il data mining e la vendita dei dati personali.

Ma è davvero possibile manipolare la mente attraverso l’uso del computer e dei social media?
Il documentario è un atto di accusa che provene dagli stessi ideatori e costruttori dei social, che solleva domande importanti sull’impatto delle piattaforme sulla nostra vita.

Il mondo dei social è drogato, tossico, spinge l’individuo ad una ambigua forma di isolamento dalla realtà.
Influenza innegabilmente la salute mentale, crea dipendenza, anche se, nei mesi dell’isolamento pandemico, è stato utile strumento di connessione per sentire e vedere persone vicine, temporaneamente lontane.

La captologia, branca delle scienze sociologiche che studia l’impatto delle tecnologie interattive sui comportamenti umani, fondata da Brian Jeffrey Fogg nel 1996, indaga come il mondo digitale, nel suo complesso possa persuadere ed influenzare la gente.

Tra le pratiche più discusse vi è la profilazione del target, che consente alle aziende di adattare contenuti e pubblicità alle preferenze degli utenti, sollevando questioni etiche riguardanti privacy ed autonomia individuale.

La domanda conseguente pertanto potrebbe essere quanta consapevolezza hanno gli utenti che fruiscono dei social e del digitale?

Chi fornisce loro informazioni sui rischi e sulle pratiche manipolative utilizzate dalle grandi aziende tecnologiche?

L’educazione dei giovanissimi all’uso responsabile delle tecnologie digitali dovrebbe essere una priorità nelle scuole e nella società in generale, eppure al momento, tranne qualche sporadica iniziativa, c’è ben poco.
Tuttavia, solo attraverso una maggiore consapevolezza e comprensione possiamo mitigare i rischi e massimizzare i benefici della tecnologia nella contemporaneità.

Per approfondimenti “È Tossico: Viaggio nelle Dipendenze e nei Comportamenti Devianti” è il libro che approfondisce dinamiche sulle dipendenze tecnologiche e digitali e sull’uso del web.

Beatrice