Il Burn-out è un disagio che richiede un intervento, anche se, talvolta, così non sembra.

Il lavoro, infatti, oltre a essere una fonte di sostentamento economico, svolge un ruolo fondamentale nella vita della gente e per ciò che riguarda il benessere nel suo complesso.

Eppure, quando il lavoro diventa fonte di disagio, è essenziale intervenire per preservare la salute mentale e fisica di chi lavora.

In questo contesto, il termine stesso Burn-out assume un significato cruciale, rappresentando una condizione di esaurimento e malessere legata a quelle professioni ad alta esposizione emotiva.

Ma cos’è il Burn-out?

Tradotto in italiano come “bruciato” o “esaurito,” si manifesta metaforicamente come una condizione di profondo disagio, specialmente nelle professioni d’aiuto, anche se coinvolge lavori con obiettivi diversi dall’assistenza, che, però, comportano un costante contatto con situazioni di disagio o sofferenza (poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, consulenti fiscali, avvocati e operatori educativi come gli insegnanti).

L’accumulo di malumore, irritazione quotidiana, sensazioni di prostrazione e impotenza diventano fattori indesiderati che permeano l’intera giornata lavorativa, dando vita alla sindrome.

Riconosciuta come una vera e propria malattia professionale, è il risultato di una gestione inadeguata dello stress lavorativo.

Quali le coseguenze del Burn-out?

Il disimpegno dal lavoro, la perdita progressiva di energie e motivazioni, l’esperienza di un ambiente estenuante e logorante portano spesso a un cambio di attenzione verso attività meccaniche e aspetti più tecnici e burocratici.

Conseguenze, dunque, che si estendono alla sfera personale e che diventano disturbi di salute o  psicosomatici, a causa di una diminuzione delle difese immunitarie, o determinano un aumento della propensione agli incidenti, o il rifugio nelle sostanze.

Emotivamente si sviluppano sensazioni di fallimento, disistima, isolamento, rabbia, risentimento, negativismo, sospetto e paranoia, che, seguendo un circolo vizioso, si riflettono sul rendimento lavorativo e sullo stato generale di benessere.

Come gestire la situazione? 

Riconoscendo il problema e affrontandolo in modo consapevole e preventivo.
La comprensione e la riorganizzazione degli obiettivi sono passi importanti per la creazione di un nuovo approccio più sano e gratificante.

Il libro “È Tossico: Viaggio nelle Dipendenze e nei Comportamenti Devianti” approfondisce dinamiche sulle dipendenze e sui comportamenti devianti e la “sindrome del troppo lavoro”.

Beatrice