La rubrica MetaComunicazione – con interviste video a professionisti ed esperti – è cura della giornalista Beatrice Silenzi direttore responsabile di Fabbrica della Comunicazione, qui con lo psicanalista, scrittore, orientalista Gianluca Magi
L’Immaginazione è il Motore del Futuro
Oltre l’Omologazione, verso il pensiero Divergente
Cosa si vede per prima cosa spolverando una vecchia lampada di ottone, rimasta nascosta per secoli in una grotta magica? La domanda, posta da Gianluca Magi — scrittore, psicanalista e profondo conoscitore delle tradizioni orientali — non è un semplice indovinello, ma un sasso lanciato nello stagno della mente.
La risposta non risiede nell’oggetto, ma nel riflesso: la prima cosa che si vede siamo noi stessi. Ed è da questo riflesso che inizia il viaggio verso la comprensione di quella facoltà umana tanto preziosa quanto trascurata: l’immaginazione.
In passato, la Cina aveva sistematicamente messo all’indice la letteratura fantastica e fantascientifica. Tuttavia, negli ultimi anni, le librerie di Pechino si sono riempite di copie del
Analizzando i giganti del Big Tech americano — da Apple a Google, da Facebook a Microsoft — la delegazione cinese ha scoperto un denominatore comune: i progettisti del futuro, da bambini, avevano divorato fantascienza e fiabe.
Avevano ragione Albert Einstein e la sua celebre massima: “Se volete che un bambino sia intelligente, leggetegli delle fiabe; se volete che sia più intelligente, leggetegliene ancora di più”. La fiaba non è un racconto falso, è una palestra per il muscolo della possibilità.
GUARDA IL VIDEO QUI
Spesso facciamo confusione tra termini che nel vocabolario di Magi hanno pesi specifici molto diversi.
La
L’
Infine, la
L’empatia, infatti, richiede immaginazione: per sentire ciò che prova l’altro, devo essere capace di “immaginarmi” nei suoi panni. Senza questa capacità, diventiamo atomi isolati, facili da manipolare.
Solo quando qualcuno a Detroit ebbe l’empatia e l’immaginazione di guardare la realtà con occhi nuovi, nacque l’autocarro cassonato. Non si trattava di inventare una tecnologia nuova, ma di interpretare un bisogno vecchio con una forma diversa.
Dobbiamo solo avere l’immaginazione necessaria per pescare in quel bacino di esperienze rimosse e reinventare il nostro futuro.
Spolveriamo quella lampada di ottone: ciò che vedremo non è un genio che esaudisce desideri, ma il nostro riflesso pronto a riprendere in mano le redini del proprio destino cognitivo e spirituale.
Se vuoi conoscere ulteriormente i meccanismi della comunicazione: Fabbrica della Comunicazione: Il Linguaggio dei Media







