La rubrica Liberi dalle Dipendenze – con interviste video a professionisti ed esperti – è cura della giornalista Beatrice Silenzi direttore responsabile di Fabbrica della Comunicazione, qui con lo psicanalista Gianluca Magi

Mentre la tecnologia avanza verso la comprensione dei neuroni, la psicologia sembra aver smarrito l’anima, o meglio, quella sua espressione più enigmatica e vitale che è il sogno. Gianluca Magi, scrittore, esperto di esoterismo e psicologo, ci guida in una riflessione profonda che parte da una constatazione amara: il mondo dei sogni è il “grande scomparso” dalle aule universitarie.

Fino agli anni ’80 e ’90, il linguaggio onirico era ancora un pilastro della formazione psicologica.
Oggi, invece, assistiamo a quella che Magi definisce una “scimmia maldestra della medicina”: la psicologia si sta macchinizzando, appiattendosi su protocolli cognitivo-comportamentali che trascurano l’inconscio.
In questo processo, abbiamo perso la “saggezza”, ovvero quell’equilibrio temperato che nasce dalla consapevolezza del proprio mondo interiore.

Lo scippo del sogno è un furto di strumenti. Senza la capacità di decifrare il linguaggio simbolico – l’unico linguaggio universale mai creato dall’umanità – l’individuo rimane privo di un “centro di gravità” permanente nel bel mezzo di quella che Magi chiama l’Era del Caos.

GUARDA IL VIDEO QUI

 

Il Sogno come Codice da Decifrare

Il sogno non è un’interferenza casuale, ma un tentativo di guarigione e integrazione. È un messaggio proveniente da “un’altra stanza della nostra casa”, una stanza spesso più vasta della città stessa in cui abitiamo, dove riponiamo ciò che non abbiamo ancora digerito nella vita vigile.
Magi distingue tre macro-categorie di sogni:

Sogni Straordinari: rari, con funzioni collettive o universali (come l’ultimo sogno di Franco Battiato, oggetto dell’ultima fatica letteraria di Magi).
Sogni Ordinari: legati alla vita personale, ai timori e alle elaborazioni quotidiane.
Sogni di Saggezza e Predittivi: che offrono una guida interiore o anticipano l’evoluzione di forze latenti.

Uno dei punti focali della riflessione di Gianluca Magi riguarda i sogni apparentemente insignificanti. Egli racconta di una paziente che liquidava i suoi sogni come banali.
Una notte sognò di preparare una torta di ciliegie per il compleanno del marito. Un’immagine dolce, se non fosse che il marito detestava le ciliegie.

Questo frammento, apparentemente trascurabile, ha scoperchiato un mondo di incomprensioni e “non detti” all’interno della coppia. Il sogno non bara mai; emerge da uno stato di coscienza libero dai filtri della razionalità.
Quel piccolo “errore” onirico (le ciliegie) era la spia di un vuoto relazionale che necessitava di essere colmato attraverso il dialogo autentico.
In una relazione, ammonisce Magi, i piccoli conti lasciati aperti accumulano interessi che, col tempo, diventano salatissimi, portando alla rottura o all’implosione della coppia.

Il sogno può essere anche la sede di operazioni intellettuali superiori.
Quando la mente vigile è troppo distratta o tesa, il sonno offre il livello di concentrazione necessario per risolvere problemi complessi.
La storia della scienza è piena di questi esempi: Kekulé, che sognò il serpente Uroboro che si mangia la coda, intuendo così la formula ciclica del benzene.
Mendeleev, che visualizzò in sogno la disposizione corretta degli elementi nella tavola periodica.

Elias Howe, che inventò la macchina da cucire moderna dopo aver sognato selvaggi con lance forate sulla punti, esempi che dimostrano come il sogno sia una risorsa creativa e pratica, non un semplice “scarto” del pensiero razionale.

Un altro terreno affascinante è quello dei sogni predittivi. Magi chiarisce che non si tratta di eventi soprannaturali o magici, ma della capacità dell’inconscio di percepire forze sotterranee che la coscienza ignora.
Se sogniamo un vaso prezioso che si rompe (simbolo di un legame affettivo), l’inconscio potrebbe non star “indovinando” il futuro, ma leggendo le tensioni già presenti nel presente.

Tuttavia, la decifrazione è delicata: quel vaso rotto è un desiderio inconscio di rottura, una paura paralizzante o una lucida percezione di un crollo imminente?
Qui risiede l’importanza di non affidarsi a manuali di interpretazione preconfezionati o a “guru” che pretendono di spiegare il sogno altrui. Il vero esperto non interpreta, ma pone le domande giuste affinché il sognatore possa decifrare se stesso.

In un’epoca satura di fuffa-comunicazione e di figure carismatiche ma vuote, Magi invita a una “sana diffidenza”, la stessa suggerita dal Buddha.
Questo approccio non è paranoia, ma cautela: una protezione necessaria quando ci si avventura nei territori scivolosi dell’esoterismo e della psiche.

Figure storiche come Carl Gustav Jung o lo psicoanalista Emilio Servadio hanno dimostrato che è possibile (e necessario) unire il rigore empirico all’indagine dei simboli archetipici.
La psicologia moderna avrebbe molto da imparare da questa eredità, tornando a considerare il sogno non come un sintomo da sopprimere, ma come un alleato per il risveglio.

Ascoltare i propri sogni, anche solo partendo da un piccolo frammento ricordato al mattino, è un atto di resistenza contro la meccanizzazione dell’umano.
È il primo passo per rientrare in possesso della propria casa interiore, per smettere di essere “scoppiati” (come individui o come coppie) e iniziare a volare con le ali dell’autenticità.
Come ricorda Magi, non è sempre vero che “chi dorme non piglia pesci”: a volte, nel mare profondo del sonno, si pescano le verità più preziose per la nostra vita quotidiana.

Se vuoi conoscere ulteriormente i meccanismi della comunicazione: Fabbrica della Comunicazione: Il Linguaggio dei Media

Beatrice