La rubrica MetaComunicazione – con interviste video a professionisti ed esperti – è cura della giornalista Beatrice Silenzi direttore responsabile di Fabbrica della Comunicazione, qui con lo psicanalista, scrittore, orientalista Gianluca Magi

Lo stato intermedio. Il Cammino della Vita.

Dialoghi con Franco Battiato

In un’epoca dominata dal rumore bianco della distrazione e da un materialismo che sembra aver saturato ogni spazio della coscienza, esistono voci capaci di riportare l’attenzione sull’essenziale.
Una di queste è certamente quella di Gianluca Magi — scrittore, storico delle religioni e delle idee — che, in un recente e toccante incontro, ha ripercorso le tappe di un viaggio intellettuale e spirituale condiviso con uno dei più grandi artisti del nostro tempo: Franco Battiato.

Al centro del dialogo c’è Lo Stato Intermedio, un’opera nata da anni di colloqui (dal 2014 al 2019) tra Magi e Battiato. Non è solo un libro, ma una mappa per orientarsi in quel territorio che la società moderna ha cercato in ogni modo di cancellare dalle proprie geografie: il passaggio dalla vita alla morte, e ciò che esso rappresenta per l’evoluzione dell’anima.

Il ricordo di Battiato, a mesi dalla sua scomparsa, non è per Gianluca Magi una semplice nota biografica, ma la testimonianza di un “esempio vivente”. Battiato non era solo un musicista o un poeta; era, nelle parole di Magi, una creatura capace di “elevare la frequenza dell’esistenza generale”.
In un’Italia descritta come “scialba e alla deriva”, la mancanza di Battiato si avverte non solo per la sua arte sublime, ma per le sue qualità umane: un’umiltà che lasciava a bocca aperta, uno humour sottile e una generosità incondizionata.

Battiato incarnava quella spiritualità pratica che oggi sembra smarrita, una capacità di “portare la primavera nel cuore” anche nel mezzo di un inverno dello spirito.

Magi non si sottrae a una riflessione sociopolitica severa, legando la crisi spirituale a quella civile.
Citando gli antichi greci e lo storico Polibio, Magi traccia una distinzione fondamentale tra il demos (il popolo che si informa e si disciplina) e l’ ochlos (la folla distratta e disinformata).
Secondo lo studioso, l’Italia e l’Occidente sono scivolati nello stadio dell’oclocrazia: una forma degenerata di democrazia dove la disinformazione regna sovrana e apre le porte alla tirannia.

In questo contesto, l’appello al “principio interiore” diventa un atto di resistenza. Per mantenere viva la propria umanità, occorre allontanarsi dall’utilitarismo, dall’egoismo e dall’egemonia del materialismo, forze che frantumano l’animo e lo rendono vulnerabile.

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Il Grande Tabù: La Rimozione della Morte

Il tema cardine de Lo Stato Intermedio è la morte, definita da Battiato come “l’argomento rimosso dei nostri tempi”.
La società tecnologica è profondamente 
tanatofobica: ha paura della morte perché ha trasformato la vita in un esercizio di possesso.

“Se esperimento la vita come possesso,” spiega Magi, “allora ho paura della morte, perché ho paura di perdere ciò che ho: il corpo, l’ego, l’identità, gli affetti, i beni materiali.”
La morte è diventata l’ultimo tabù, confinata in ambienti asettici e istituzionalizzati, sottratta alla sua dimensione metafisica e ridotta a un mero processo neurofisiologico.

Eppure, proprio questo rifiuto della fine è all’origine del malessere contemporaneo. La sensazione di “scacco vitale” che molti adulti provano — l’idea di non aver realizzato le promesse della giovinezza — alimenta un nichilismo passivo che rende le persone “sonnambuli sull’orlo della disperazione”.

Contro questa visione nichilista, Magi e Battiato propongono una prospettiva ciclica e naturale. La morte non è la fine, né l’inizio, ma un passaggio.
Magi utilizza una metafora potente: quella del respiro. “Ispirare è la vita, espirare è la morte. L’aria, dopo essere uscita, entra di nuovo.” O ancora, l’immagine del camminare: sollevare il piede (nascita) e posarlo (morte). Entrambi i movimenti sono necessari per il cammino dell’esistenza.

Il segreto, dunque, risiede nell’ “imparare a morire” ogni giorno. Questo non è un invito al macabro, ma un esercizio di distacco. Saper morire significa imparare a non essere schiavi degli attaccamenti, per poter affrontare l’ultimo istante “da uomini e non da vermi”.

Magi cita il Dhammapada per sottolineare l’importanza dell’attenzione: “L’attenzione è la strada verso l’immortalità; la disattenzione è la strada verso la morte. Gli attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti.”

Un altro punto nevralgico toccato nell’intervista è il legame tra la paura della morte e la manipolazione sociale.
Magi, autore anche di testi sulla “manipolazione oscura”, spiega come il sistema utilizzi il terrore della fine biologica per eterodirigere le masse. Se un individuo non ha fatto i conti con la propria mortalità, sarà facilmente manovrabile attraverso la paura.

In questo senso, Lo Stato Intermedio si propone come un apporto di “iodio incontaminato”.
Come il corpo, in assenza di iodio puro, assorbe quello radioattivo presente nell’ambiente, così la mente, se non nutrita di narrazioni nobili e tonificanti, finisce per assimilare narrazioni velenose e manipolatorie.

Nonostante il quadro critico della società attuale, Magi scorge dei segnali di speranza. La crisi degli ultimi anni ha spinto alcune “frange” della società a fermarsi, a riflettere e a cercare una conoscenza più profonda. Il dolore e l’incertezza hanno aperto spiragli di luce in chi era pronto a guardare oltre il velo del materialismo.

Lo Stato Intermedio non è dunque un libro sulla fine, ma un inno alla bellezza interiore ed esteriore. È un invito a coltivare l’amore donato e ricevuto, l’unica cosa che conta davvero quando tutto il resto, nell’istante fatidico, sfuma nell’oblio.
Attraverso le parole di Gianluca Magi e l’eredità spirituale di Franco Battiato, veniamo richiamati al nostro compito più alto: risvegliarci dal sonnambulismo e riprendere in mano la bussola della nostra umanità.
Se vuoi conoscere ulteriormente i meccanismi della comunicazione: Fabbrica della Comunicazione: Il Linguaggio dei Media

Beatrice