Peter Scott Morgan, il primo Uomo-Cyborg

Peter Scott Morgan, il primo Uomo-Cyborg

ENRICA PERUCCHIETTI – Scrittrice –  Si può vivere per sempre?

Si può desiderare l’immortalità?

Si parte dalla vicenda di Peter Scott Morgan – scienziato ed esperto di robotica – che, affetto da SLA, sta cercando di diventare il primo Uomo-Cyborg della storia, sostituendo parti del suo corpo con protesi ed arrivando addirittura a pensare di realizzare una “mind uploading” del proprio cervello.

A vivere al suo posto sarebbe un clone, un avatar, cosa questa che porta ad una serie di ragionamenti etici e filosofici.

L’idea che si sta diffondendo sempre più, è quella dell’ibridazione uomo-macchina.

Anche Elon Musk – fondatore della Neuralink – ha svelato i risultati di una promettente sperimentazione sugli animali, grazie ad un microchip impiantato nel cervello di un maiale, ed è di questi giorni la notizia secondo cui lo studio ora coinvolgerà anche l’uomo.

La domanda è: siamo tanto irretiti dal mito del Progresso che tutto ciò che è tecnicamente possibile deve essere realizzato?

Stando così le cose, la Natura – con i suoi complessi meccanismi – è l’unico vero limite per una Scienza che è disposta a trasformare l’essere umano in una macchina.

Enrica Perucchietti – Scrittrice ed autrice del libro “Cyberuomo” spiega che il Progresso così inteso rappresenta invece una forma di involuzione, soprattutto se non conduce alla crescita, anche spirituale, dell’essere umano.